
Dolore mestruale
Automedicazione
Il dolore mestruale lieve o moderato nella donna complessivamente sana e priva di problematiche ginecologiche specifiche è un sintomo fastidioso, ma innocuo che può essere attenuato senza l’intervento del medico, ricorrendo ad Acido acetilsalicilico *(ASA) o farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e adottando alcuni accorgimenti pratici.
Un antinfiammatorio analgesico come ibuprofene, disponibile anche in versione equivalente, permette di ottenere un sollievo efficace e tempestivo non soltanto dal dolore pelvico, ma anche dall’eventuale mal di testa e malessere associato, senza creare grandi problemi allo stomaco.
Per ricavarne i massimi benefici da ASA e FANS è consigliabile assumerli fin dall’esordio del dolore, che dovrebbe poi attenuarsi sostanzialmente nell’arco di 30 minuti-un’ora. L’opportunità della dose successiva va valutata in relazione alla ricomparsa dei sintomi, ma la nuova assunzione non dovrebbe comunque avvenire prima di 4-6 ore. Per evitare possibili problemi di tollerabilità gastrica, è consigliabile assumere sempre ASA e FANS con acqua e a stomaco pieno, dopo un pasto o uno spuntino.
Se il dolore persiste nonostante il farmaco sia stato assunto a dosaggi adeguati (indicati sulla confezione) o se perdura con intensità significativa per più di 24-48 ore, richiedendo assunzioni ripetute, è preferibile interpellare il medico. Lo stesso consiglio vale se il dolore è fin dall’esordio molto intenso o con caratteristiche diverse da quelle a cui si è abituate.
Da evitare, invece, l’assunzione di dosaggi superiori a quelli raccomandati e l’impiego di un secondo farmaco antinfiammatorio (ossia di un FANS diverso o di ASA se si aveva iniziato con un FANS e viceversa) in aggiunta al primo: aumenterebbero soltanto gli effetti collaterali, non i benefici.
Quando il problema prevalente è dato da contrazioni uterine marcate un ulteriore classe di farmaci indicati sono gli antispastici.
*Principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente.