Patologie e automedicazione

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Febbre



Qualche consiglio in più

Premesso innanzitutto che la febbre di per sè non deve essere considerata un sintomo negativo, essendo l'espressione di una reazione difensiva dell'organismo, è bene ricordare che la temperatura corporea varia da persona a persona durante la giornata e può essere più elevata in alcune condizioni (nel sonno, in caso di surriscaldamento dell'ambiente o di sforzo, al risveglio).

Può essere utile chiarire quali sono i metodi di misurazione della temperatura e come si deve fare per avere misurazioni utili che vanno poi riferite correttamente al medico in modo da avere i consigli e i trattamenti mirati alla causa della febbre stessa.

Le varie possibilità corrette per la misurazione della temperatura corporea sono:

  • Ascellare: termometro a mercurio o elettronico, sotto l'ascella per 3-5 minuti (consigliato dopo i 2 anni)
  • Rettale: termometro a mercurio o elettronico per 1 minuto nell'ano
  • In bocca: termometro a mercurio o elettronico per 1 minuto sotto la lingua (non adatto ai più piccoli)
  • Nell'orecchio: inserire la sonda dell'apposito apparecchio nell'orecchio e premere il pulsante (risultato immediato)

Nei bimbi tra il secondo e il sesto anno di vita (soprattutto se il bambino frequenta l'asilo nido o la scuola materna) la febbre è causata in generale da malattie virali delle prime vie aeree o dell'intestino e si risolve nei tre giorni successivi al suo esordio.

Ecco una serie di consigli pratici da tenere presenti in caso di febbre (temperatura >38°C che permane per oltre 2 giorni senza recedere al trattamento con antipiretici):

  • Si ricordi che, indipendentemente dalla causa, la febbre elevata causa spossatezza, sonnolenza e inappetenza e che ogni terapia farmacologica va tenuta sotto stretto controllo del pediatra o del medico di base.
  • Nei bambini e nei ragazzi fino a 13-14 anni di età, la febbre nasconde spesso una tonsillite, quasi sempre causata da un'infezione batterica che si localizza a placche giallastre sulle tonsille e che può essere anche la conseguenza di un episodio di influenzale virale.

In ogni caso, è bene restare in casa e a letto fino a che permane lo stato febbrile e meglio sarebbe a riposo, almeno 1-2 giorni dopo il recupero di una temperatura corporea normale.
In linea generale, ogni persona con febbre elevata dovrebbe:

  • Evitare gli ambienti comunitari e affollati
  • Evitare le correnti d'aria fredda, anche se nell'ambiente in cui l'influenzato riposa l'aria va ricambiata almeno una volta al giorno e possibilmente umidificata
  • Ricordare che è bene coprirsi nei periodi di rialzo della temperatura corporea e scoprirsi lentamente quando aumenta la traspirazione e si abbassa la temperatura
  • Sapere che non è necessario mangiare fino a che la temperatura corporea rimane elevata
  • Sapere che è importante bere: tenere sempre un po' d'acqua a portata di mano anche durante le ore di riposo (acqua a temperatura ambiente, bevande a base di frutta, magari non troppo calde, meglio zuccherate; ideale tè tiepido con limone e miele)
  • Scegliere un'alimentazione frazionata nell'arco della giornata in piccoli pasti frequenti, nutriente, ma leggera e digeribile, ricca di liquidi e vitamine (frutta e verdura passati e frullati, latte con biscotti e marmellata)
  • Ricordare che non è controindicato lavarsi, anche con la febbre: anzi è bene rinfrescarsi di tanto in tanto e cambiare gli indumenti intimi, soprattutto se la temperatura corporea oscilla
  • Ricordare che un rimedio sempre valido per abbassare la temperatura corporea è l'applicazione di panni inumiditi con acqua fresca da applicare sulla fronte (molto efficace per i bambini).
  • In caso di rialzo termico (temperatura non superiore a 38°C) transitorio (24-48 ore al massimo) nell'adulto sano, sono validi tutti i consigli precedenti, senza esagerare nella prevenzione. Spesso una giornata di riposo sistema tutto.

Fonti

Attenzione! Tutte le informazioni qui indicate hanno carattere divulgativo e orientativo. Non si intende in alcun modo sostituire l'esperienza e la professionalità del medico.