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PATOLOGIE INFETTIVE

NOME PRINCIPIO ATTIVO: ITRACONAZOLO

Farmaco essenziale di classe A, erogato gratuitamente al cittadino
Ricetta medica obbligatoria
Compresse da 100 mg

A che cosa serve

Trattamento delle vulvovaginiti e delle colonizzazioni della bocca da Candida albicans (anche profilassi nei soggetti con AIDS); micosi cutanee (tinea pedis, tinea corporis, tinea cruris e pityriasis versicolor); micosi delle unghie (onicomicosi).

Quanto ne serve

Il trattamento delle candidosi delle mucose della bocca prevede un dosaggio di 100 mg al giorno per 15 giorni (da portare a 200 in soggetti con AIDS o difese immunitarie ridotte). Contro le vulvovaginiti da Candida e la pityriasis versicolor sono necessari 200 mg al giorno per 7 giorni.
La terapia di tinea corporis e cruris abitualmente prevede 100 mg al giorno per 30 giorni oppure 200 mg per 2 volte al giorno per 7 giorni.
In caso di onicomicosi, il trattamento con 200 mg al giorno va protratto per 3 mesi; in alternativa, per le onicomicosi delle mani si possono assumere 200 mg per 2 volte al giorno per 7 giorni, attendere 21 giorni e, quindi, procedere con un nuovo ciclo identico. Per le onicomicosi dei piedi il ciclo di trattamento va ripetuto 3 volte.

Come e quando si prende

Si assume con un pò d’acqua, secondo le indicazioni del medico.

Effetti indesiderati, controindicazioni, interazioni

Itraconazolo è un farmaco efficace e abbastanza ben tollerato. I possibili effetti collaterali sono rari e comprendono principalmente disturbi gastrointestinali, dolori addominali, mal di testa, vertigini, gonfiore a mani e gambe, prurito ed eruzioni cutanee.

Itraconazolo è controindicato in presenza di propensione allo scompenso cardiaco (in particolare, anziani e cardiopatici), alterazioni della funzionalità renale, in gravidanza e durante l’allattamento.

In rari casi, questo antimicotico può causare danni al fegato. Per tale ragione, durante l’assunzione è necessario controllare periodicamente la funzionalità del fegato e interrompere il trattamento se compaiono segni di epatite (nausea e vomito, malessere generale, stanchezza, dolore addominale e urine di colore scuro). Le persone che hanno sofferto di malattie del fegato dovrebbero utilizzarlo con attenzione e soltanto in caso di assoluta necessità.

Gli antimicotici triazolici, come Itraconazolo, possono interferire con numerosi farmaci. Per evitare inconvenienti è importante segnalare al medico tutti i medicinali da prescrizione e da banco (OTC), i prodotti fitoterapici e gli integratori che si stanno assumendo o che si vorrebbe utilizzare. In particolare, evitare l’associazione con farmaci analgesici e antiacidi.

A cura di ELSEVIER. Scheda aggiornata al 12.05.2010

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