Patologie e automedicazione

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Bronchite cronica



Che cos'è

La bronchite cronica è una condizione irritativa dell'albero bronchiale prolungata nel tempo che può portare a uno sbilanciamento tra la produzione di muco e la possibilità di espulsione dello stesso. In altri termini, sull'albero bronchiale si riducono il numero e la mobilità delle ciglia e s'ingrossano le cellule che producono muco, diventando anche iperproduttive. Così l'eccesso di muco viene rimosso con difficoltà dalle ciglia e ristagna nell'albero bronchiale; il muco diventa più viscoso preparando un ottimo terreno per la crescita di batteri. Infatti, spesso la bronchite cronica deriva dal protrarsi di episodi ricorrenti di bronchite acuta che è un'infiammazione della mucosa bronchiale in genere di origine infettiva. Oltre alle infezioni, i fattori irritativi presenti nell'ambiente come i particolati atmosferici, l'anidride solforosa e vari inquinanti industriali (polveri sottili) sono molti e diversi. Il fumo di sigaretta resta tuttavia il fattore principale, agendo in maniera diretta sulle ciglia dell'albero bronchiale e rendendole immobili.

In ogni caso, le ripetute infezioni possono contribuire alle riacutizzazioni, ma non è certo quale ruolo abbiano nel determinare la condizione cronica più temuta: la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). In un numero ridotto di pazienti esisterebbe una predisposizione genetica allo sviluppo della BPCO; tuttavia lo sviluppo della forma cronica ostruttiva richiede sempre l'esposizione a un rischio ambientale quale ad esempio il fumo di sigaretta.
La BPCO costituisce la quartapiù importante causa dimortea livello mondiale, e in assoluto la prima causa di ricovero in ambiente ospedaliero. È una malattia in continua espansione sia nei Paesi industrializzati sia nei Paesi in via di sviluppo, con una prevalenza di circa il 5% sulla popolazione generale; ha una maggiore concentrazione nell'adulto e nell'anziano, prevalentemente di sesso maschile, in cui al di sopra dei 60 anni può raggiungere tassi di prevalenza del 20%. Nel 1999 sono stati registrati 130.000 ricoveri in ospedale per BPCO, per un totale di circa 1.330.000 giorni di degenza. Si calcola che nel 2000 siano morti per BPCO 2.700.000 di pazienti, 25.000 in Italia. Nel 1990 costituiva la 12esima malattia per impatto sociale e si stima che entro il 2020 possa passare al 5° posto.

La morbilità (tendenza ad ammalarsi)per BPCO è maggiore negli uomini che nelle donne e aumenta rapidamente con l'età. Questa differenza tra i sessi è legata alla maggior prevalenza di fumo di sigaretta nel sesso maschile e alla diversa esposizione professionale ad agenti nocivi. Dati recenti evidenziano un aumento dell'abitudine al fumo di sigaretta tra le donne. La BPCO pare essere responsabile del 56% delle assenze dal lavoro per il sesso maschile e del 24% per quello femminile.