
Diabete mellito
Cura
Sia nel diabete tipo 1 che nel diabete tipo 2, la relazione del paziente con il medico di famiglia, che spesso si confronta col collega diabetologo, diventa fondamentale trattandosi di una malattia cronica. Inoltre, nei pazienti più giovani, opportunamente istruiti e affiancati dai loro medici, è possibile anche adottare un trattamento di autocontrollo. Oggi infatti è possibile determinare la glicemia in casa con l'aiuto di un semplice apparecchio che utilizza una goccia di sangue e fornisce in pochi minuti il valore glicemico.
Oltre alla determinazione della glicemia può essere d'aiuto la misura dell'emoglobina glicosilata (HbA1c), un parametro che aggiunto alla glicemia fornisce informazioni più precise sul compenso glicemico delle ultime 4-6 settimane antecedenti il prelievo.
È necessario ricordare bene che la cura del diabete mellito si basa sia sul trattamento dietoterapeutico, sia sul trattamento farmacologico (insulina o ipoglicemizzanti orali) nonchè su semplici e costanti modificazioni dello stile di vita quotidiano.
Per il diabete tipo 2 (NIDDM) spesso si riesce a tenere sotto controllo la glicemia semplicemente con dieta ed esercizio fisico. In alcuni casi, anche nel tipo 2, si rende necessaria la somministrazione di insulina. Generalmente il NIDDM colpisce persone di età superiore ai 40 anni e la maggior parte è in sovrappeso.
Per tutti i diabetici è consigliabile una dieta bilanciata, sia dal punto di vista energetico sia dal punto di vista della distribuzione dei principi nutritivi di base. I rapporti tra carboidrati, proteine, acidi grassi saturi e insaturi devono essere ben controllati affinchè la terapia farmacologica riesca a controllare efficacemente la glicemia.
Contrariamente a quanto avveniva in passato, non si prescrivono più regimi nutrizionali ipoglucidici per i diabetici, ma si ritiene che l'apporto di carboidrati debba costituire il 50-55% del totale giornaliero di calorie, l'apporto di grassi circa il 30% (cercando di ridurre i grassi saturi a meno del 10%) e l'apporto proteico intorno al 10-20% (non più di 0,8-1 g/kg/die). L'alcool va assunto in quantità modesta se il paziente è ben compensato; è assolutamente sconsigliato nei pazienti in sovrappeso, con livelli di glicemia non ottimali nonostante la terapia, e nei pazienti con ipertrigliceridemia. Le fibre, in quantità di 20-30 g/die, sono utilissime nel controllo glicemico, dei trigliceridi, del peso corporeo attraverso un aumento del senso di sazietà. Un diabetico deve quindi incrementare l'assunzione di frutta, verdura e cereali (soprattutto integrali).
Insuline
Nel diabete mellito di tipo 1, nel quale esiste carenza assoluta di insulina, e nel diabete mellito di tipo 2 resistente alla terapia dietetica e agli antidiabetici orali l'insulina deve essere somministrata come terapia sostitutiva secondo un piano terapeutico che va tenuto sotto stretto controllo medico. Attualmente si usano insuline umane ricavate dall'insulina suina o prodotte da ceppi di Escherichia coli (batteri che possono essere modificati e utilizzati per produrre grosse quantità d'insulina umana in laboratorio).In base alla loro durata d'azione si distinguono insuline:
- ad azione rapida;
- ad azione lenta;
- ad azione intermedia.
Ipoglicemizzanti orali
I farmaci ipoglicemizzanti orali vengono usati di solito per il trattamento del diabete tipo 2 quando un paziente non risponde alla dieta e all'aumento dell'attività fisica. Dovrebbero essere utilizzati per migliorare l'efficacia della dieta e dell'esercizio fisico, e non in loro sostituzione. Naturalmente, si tratta di farmaci soggetti a prescrizione medica.
Sono disponibili 4 categorie di ipoglicemizzanti orali:
1. Insulino-stimolanti. Agiscono soprattutto aumentando la secrezione di insulina e, quindi, sono efficaci solo quando è ancora presente una certa attività delle cellule beta pancreatiche; nel lungo termine hanno anche un'azione extrapancreatica (contrassegnati dall'asterisco i principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente):
Sulfaniluree
- glibenclamide
- clorpropamide
- glipizide
- gliquidone
- glicazide*
- glimepiride*
Composti non-sulfanilureici
2. Insulino-sensibilizzanti. La loro azione è quella di aumentare l'utilizzo periferico del glucosio; sono efficaci solo nei pazienti diabetici con una funzione residua delle cellule beta pancreatiche (contrassegnati dall'asterisco i principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente)
Biguanidi
Tiazolindioni
- rosiglitazone
- pioglitazone
3. Inibitori dell'alfa-glicosidasi intestinale. Farmaci che bloccano l'enzima necessario per la digestione e l'assorbimento del saccarosio (lo zucchero comune) e degli zuccheri complessi (amidi). Se gli zuccheri vengono assorbiti più lentamente si evitano i picchi iperglicemici che si hanno normalmente dopo i pasti e che nei diabetici sono particolarmente difficili da controllare:
4. Farmaci agenti sull'asse delle incretine. Le incretine sono ormoni prodotti dall'intestino. GIP (polipeptide inibitorio gastrico) e GLP-1 (peptide glucagone-simile) stimolano la sintesi dell'insulina, aumentando solo dopo i pasti.
- incretino-mimetici (exenatide)
- inibitori della dipeptidil-peptidasi IV (sitagliptin)
*Principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente.