
Diabete mellito
Sintomi e diagnosi
Sebbene sia possibile che l'adulto non avverta per lungo tempo alcun sintomo preciso, se non l'aumento della fame e della sete, i sintomi più comuni e precoci del diabete tipo 1 e tipo 2 sono in generale: fame e sete in eccesso (polifagia e polidipsia), spossatezza e debolezza costanti (astenia muscolare), poliuria (aumento della quantità di urina espulsa nell'arco delle 24 ore) e nei casi più gravi (diabete tipo 1) si presentano anche dolori muscolari, crampi e nausea.
Inoltre, nel diabete tipo 2 l'esordio può essere caratterizzato da un'infezione ricorrente o da una micosi ostinata a livello cutaneo oppure nella zona genitale (ad es., una vaginite micotica che dura da qualche mese).
Nella fase avanzata della malattia i sintomi sono condizionati dalle possibili complicanze di una condizione d'iperglicemia non trattata e trascurata a lungo. Tra le complicanze sono comprese:
- Ipoglicemia: quando la glicemia scende al di sotto di 60 mg/dl si possono avvertire fame, tremore di mani e gambe, palpitazioni, ansietà, pallore, sudorazione; al di sotto di 53 mg/dl sono presenti menomazione del pensiero, alterazione dell'umore, irritabilità, vertigini, mal di testa, stanchezza, confusione fino alle convulsioni e al coma.
- Chetoacidosi: squilibrio metabolico generale caratterizzato da iperglicemia notevole, glicosuria importante, comparsa di corpi chetonici nelle urine. Si tratta di un'acidosi metabolica generalizzata che può portare al coma se non presa in tempo.
- Microangiopatia e macroangiopatia: nel lungo periodo l'iperglicemia danneggia il microcircolo (nefropatia, neuropatia, ipertensione arteriosa e cecità) e il macrocircolo (aterosclerosi coronarica e cerebrale, quindi infarto e ictus).
- Piede diabetico:rappresenta il risultato della disfunzione circolatoria in periferia.
- Disfunzione erettile da aterosclerosi dei vasi (plessi cavernosi) che irrorano il pene e gli annessi genitali maschili.
- Complicanze dermatologiche
Al minimo sospetto di diabete è bene affidarsi al proprio medico curante che rivalutando la situazione in genere si rivolgerà a centri diabetologici specializzati e convenzionati col sistema sanitario nazionale.
Ricordando che i valori della glicemia a digiuno in una persona sana sono compresi tra 90 e 110 mg/dl; la diagnosi di diabete attualmente viene basata sui seguenti criteri:
- Presenza di almeno 1 dei sintomi ricordati e un valore della glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl quando la determinazione viene effettuata in un momento qualsiasi della giornata.
- Glicemia a digiuno (misurata al mattino dopo astinenza dal cibo di 12 ore) uguale o superiore a 126 mg/dl.
- Valore di glicemia uguale o superiore a 200 mg/dl misurata due ore dopo aver ingerito una bevanda ad alto contenuto di zucchero (test da carico orale di glucosio).
Inoltre, è bene sapere che una glicemia a digiuno normale è inferiore a 110 mg per dl (6,1 mmol per litro) e una glicemia postprandiale normale è inferiore a 140 mg per dl (7,75 mmol per litro). Tutti i valori glicemici al di sopra dei livelli normali, ma sotto i criteri stabiliti per il diabete mellito, indicano solo un'alterazione del bilancio del glucosio. Le persone con glicemia a digiuno tra 110 e 126 mg per dl (6,1-7,0 mmol/l) hanno alterazioni della glicemia, ma non un diabete franco. Mentre quelli con livelli tra 140 mg per dl (7,75 mmol/l) e 200 mg per dl (11,1 mmol/l) dopo 2 ore da un pasto sono solo intolleranti al glucosio. Sia gli uni che gli altri hanno un rischio maggiore di sviluppare il diabete mellito tipo 2.