Patologie e automedicazione

Attenzione: apre in una nuova finestra. Stampa

Diarrea



Sintomi e diagnosi

La diarrea può essere acuta, ricorrente o cronica. Si definisce diarrea acuta quella che insorge improvvisamente e si risolve entro breve tempo (dalle 12 ore sino a 1 settimana); è abbastanza frequente e in genere è la forma più lieve e benigna. Tuttavia quando la diarrea si verifica negli anziani e nei bambini è necessario rivolgersi rapidamente al medico per il rischio di disidratazione. Nei lattanti e nei bambini <3-4 anni è anche possibile dover ricorrere al ricovero ospedaliero quando, oltre alla disidratazione, subentrano febbre e stato confusionale con perdita di peso. Tra le forme acute esiste anche la diarrea del viaggiatore, cioè quella causata da un'infezione batterica nei viaggiatori che si recano in paesi esotici dal clima caldo e umido, con condizioni igieniche scadenti. Vanno considerate acute anche le forme di diarrea dovute all'assunzione di alcuni farmaci: iatrogena (biguanidi, chemioterapici, derivati del ferro, antibiotici).

La diarrea cronica persiste per >2-3 settimane; è la forma associata alla presenza di patologie diverse, come il tumore del colon-retto, il morbo di Crohn e la celiachia.

La diarrea ricorrente è una forma acuta che si ripresenta a intervalli più o meno brevi di tempo; è causata in genere da disordini alimentari, dalla sindrome del colon irritabile, da intolleranze o allergie o da situazioni psicologiche, come lo stress.

La diarrea si può manifestare come sintomo isolato, oppure può presentarsi insieme ad altri disturbi, per esempio dolori addominali, flatulenza, bruciori all'ano, a volte anche febbre o vomito. In alcuni casi nelle feci possono comparire tracce di sangue.

Nella gran parte delle forme acute dell'adulto non sono necessari particolari accertamenti per la diagnosi. Tuttavia in talune forme acute dell'anziano e del bambino è necessario individuare il microrganismo coinvolto o escludere (nell'anziano) la presenza di una neoformazione (tumore). Per individuare il microrganismo coinvolto si ricorre alla coprocoltura (esame microbiologico delle feci), da eseguire presso un laboratorio di analisi che il medico stesso consiglierà. Nei bambini la coprocoltura è consigliata anche per intraprendere quanto prima possibile la terapia adatta. I batterimaggiormente coinvolti sono Salmonella spp., Shigella spp., vibrioni, E. coli; tra i virus sono più frequenti le infezioni da rotavirus, che in genere caratterizzano le enteriti dei lattanti e dei primi anni dell'infanzia. Le forme acute come quella del viaggiatore sono dette tossinfettive, e sono causate da stafilococchi, clostridi o parassiti (Entamoeba spp., Giardia spp., Schistosoma spp., elminti vari).

La diarrea ricorrente richiede spesso accertamenti di laboratorio o indagini strumentali, per escludere, prima di tutto, la presenza di sindrome del colon irritabile, patologia caratterizzata da disordini della defecazione e dolore addominale e con decorso benigno, alla base della quale non si rilevano alterazioni nè del tessuto intestinale nè da infezioni batteriche o virali. Questa malattia è molto comune e colpisce quasi tutti: donne, uomini, ragazzi e adulti. Nella sindrome dell'intestino irritabile in genere si possono riscontrare periodi di alternanza tra stipsi e diarrea.

Nelle diarree persistenti o croniche la causa va ricercata soprattutto tra le intolleranze alimentari (lattosio). Nel morbo celiaco il sintomo della diarrea non è isolato, ma si accompagna ad altri segni e, soprattutto, consiste nella risposta immunitaria dell'intestino a cause irritanti per la mucosa intestinale. Vi sono infine forme croniche su base infiammatoria (Crohn e rettocolite ulcerosa), che comunque richiedono indagini specialistiche e spesso invasive.