
Disordini intestinali
Cosa sono
Nel capitolo dei disordini intestinali si comprendono in linea generale sia la diarrea sia la stipsi (stitichezza). In termini pratici, la diarrea consiste essenzialmente in un un'alterazione della consistenza (feci liquide-semiliquide), del volume e della frequenza della defecazione (da 3 a 6 volte al giorno); la stipsi, invece, consiste in una minore frequenza della defecazione (1-2 volte la settimana nell'adulto), con feci che sono spesso scarse e di consistenza secca.
Come si è già visto per la diarrea, le cause dei disordini intestinali possono essere molteplici, ma le più comuni sono infezioni intestinali (virali o batteriche), malattie intestinali croniche come il morbo di Crohn o la celiachia, allergie o intolleranze alimentari (come quella al lattosio) e la sindrome del colon irritabile (conosciuta anche come colite spastica o sindrome dell'intestino irritabile).
Quest'ultima è di gran lunga la malattia più frequente che sta alla base dei sintomi: diarrea o stipsi. Queste manifestazioni si possono alternare nella sindrome o anche esistere in maniera isolata. Ossia vi sono molti casi di sindrome del colon irritabile a prevalenza di diarrea e ve ne sono altrettanti a prevalenza stipsi.
L'intestino "irritabile" è un insieme di disturbi addominali concentrati a livello del basso intestino, nella zona del colon. Di solito, per indicare questi disturbi, si parla anche di colon irritabile oppure di colite e il nome scientifico inglese è Irritable Bowel Syndrome (noto anche con l'abbreviazione IBS). Non si tratta di una vera e propria malattia ma, appunto, di una serie di fastidi collegati a disordini intestinali di varia natura, spesso dovuti a fattori di disagio come stress, ansia, alimentazione o abitudini di vita poco sane. Questo spiegherebbe perchè, rispetto a 15 anni fa, il numero delle persone che oggi manifestano disturbi da intestino "irritabile" è raddoppiato. Le statistiche dicono anche che, almeno una volta nella vita, oltre 1/3 della popolazione adulta presenta sintomi ricollegabili all'intestino "irritabile". Le più colpite sembrano essere le donne, in un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini. Bisogna però considerare che le donne si recano dal medico più spesso.