Patologie e automedicazione

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Disordini intestinali



Sintomi e diagnosi

Senso di fastidio addominale, frequenza variabile dell'attività intestinale e alterazione nella consistenza delle feci (stipsi alternata a diarrea): questi i principali segni che possono portare alla diagnosi di sindrome dell'intestino irritabile. I disturbi addominali, in particolare, possono riguardare: meteorismo (aria nell'intestino), flatulenza e tensione addominale, molto spesso associati a nausea, cefalea, depressione, ansia, senso di stanchezza e/o difficoltà a concentrarsi.

In base ai sintomi avvertiti, esistono due tipi di sindrome: quella "colon spastico" e quella "da diarrea non dolorosa". La prima è una forma di colite in cui i movimenti intestinali sono molto variabili; la maggior parte dei pazienti avverte un forte dolore (tipo colica) in corrispondenza di una o più aree del colon, associato a stitichezza o a periodi di forte diarrea (in alcuni pazienti si alternano entrambi gli eventi). Molto spesso è presente anche la fuoriuscita di muco dal retto, associato a una sensazione di evacuazione incompleta dopo la defecazione. La maggior parte dei pazienti affetti da colon spastico lamenta un dolore colico occasionale, ma possono anche esserci casi di dolore cronico al basso ventre. Il dolore, in genere, si risolve con l'evacuazione e viene innescato dall'ingestione di cibo (anche se nessun alimento in particolare è implicato nella sindrome). Il tipo di colon irritabile "da diarrea non dolorosa", invece, presenta sintomi da diarrea urgente, che si verifica durante o appena dopo i pasti. Talvolta possono presentarsi anche incontinenza e, raramente, diarrea notturna.

Come per la maggior parte delle malattie i cui sintomi possono essere molto diversi da persona a persona, anche nella sindrome dell'intestino irritabile la diagnosi non è sempre facile; gli stessi sintomi, infatti, potrebbero essere causati da altre malattie, quali il morbo di Crohn, la colite ulcerosa, la diverticolite o il malassorbimento. In presenza dei sintomi sopra descritti, comunque, il primo passo da fare è uguale per tutti: recarsi da uno specialista (gastroenterologo). In seguito, potranno essere prescritti un esame delle feci (per accertare l'eventuale presenza di sangue, parassiti o batteri), un esame del sangue (per effettuare il dosaggio degli ormoni tiroidei), una rettosigmoscopia (per visionare soprattutto l'ultimo tratto del colon), una Rx clisma opaco a doppio contrasto e la prova di tolleranza al lattosio (per escludere un particolare difetto enzimatico, che impedisce la corretta digestione del latte e dei suoi derivati).

Va comunque ricordato che nella maggioranza dei casi tutti gli accertamenti sono vani e troppo invasivi; infatti, la caratteristica principale della sindrome del colon irritabile è proprio quella di non avere alla base alterazioni d'organo riconoscibili.