Patologie e automedicazione

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Epilessia



Cura

Sono in commercio in Italia diversi farmaci utilizzabili nella cura dell'epilessia. Ricordando che solo il medico neurologo può decidere quali farmaci devono essere utilizzati, elenchiamo di seguito i nomi dei principi attivi:

  • Acetazolamide: inibisce l'enzima che scompone l'anidride carbonica (CO2), e determina un aumento della CO2 disciolta nel tessuto cerebrale interrompendo il circuito elettrico.
  • Barbesaclone: regola l'eccitabilità dei neuroni modulando i canali di membrana che consentono il passaggio del cloro.
  • Carbamazepina: uno dei farmaci antiepilettici più importanti. Agisce regolando la permeabilità dei canali del sodio.
  • Clobazam, clonazepam, diazepam* e lorazepam*: sono benzodiazepine che agiscono incrementando l'azione del neurotrasmettitore inibitorio GABA.
  • Etosuccimide: agisce regolando la permeabilità dei canali del calcio, quasi esclusivamente a livello del talamo (una struttura posta al centro del cervello, che regola fra l'altro l'eccitabilità della corteccia cerebrale). Si utilizza quasi esclusivamente nel piccolo male.
  • Felbamato: riduce l'attività del neurotrasmettitore eccitatorio glicina.
  • Fenitoina: agisce regolando la permeabilità dei canali del sodio.
  • Fenobarbital: capostipite dei barbiturici e primo farmaco utilizzato con successo nella cura dell'epilessia. Viene usato dal 1912 e il fatto che sia ancora utilizzato dimostra la sua efficacia. Agisce regolando la permeabilità dei canali del cloro, ma anche riducendo l'effetto dei neurotrasmettitori eccitatori.
  • Gabapentin*: aumenta probabilmente l'attività inibitoria GABA, ma il meccanismo d'azione non è ancora completamente chiarito.
  • Lamotrigina: agisce regolando i canali del sodio e riducendo l'attività dei neurotrasmettitori eccitatori.
  • Levetiracetam: il meccanismo d'azione non è noto.
  • Oxcarbazepina: stesso meccanismo d'azione e stesse indicazioni della carbamazepina, ma con notevole riduzione degli effetti collaterali.
  • Primidone: trasformazione in fenobarbital che avviene a opera del fegato.
  • Tiagabina: potenzia l'azione del neurotrasmettitore inibitorio GABA mantenendolo più a lungo a livello delle sinapsi (connessioni tra un neurone e il successivo).
  • Topiramato: possiede più meccanismi d'azione: modulazione dei canali del sodio voltaggio-dipendenti, potenziamento dell'attività inibitoria del neurotrasmettitore GABA e attenuazione dell'attività eccitatoria dei neurotrasmettitori AMPA-Kainato.
  • Valproato*: uno dei farmaci antiepilettici più importanti. Possiede molti meccanismi d'azione, ma i principali sono il potenziamento dell'attività inibitoria del neurotrasmettitore GABA e la modulazione della permeabilità dei canali del sodio.
  • Vigabatrin: agisce potenziando l'azione dell'aminoacido inibitore GABA, poichè blocca l'enzima che degrada questo neurotrasmettitore.

*Principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente.


Clicca sui seguenti principi attivi per visualizzare gli equivalenti in commercio: