
Infezioni delle vie respiratorie
Cosa sono
Le infezioni delle vie respiratorie superiori sono la più comune causa di consultazione del medico di base e affliggono persone di tutte le età.
Sono disturbi a incidenza stagionale, il cui picco si osserva in genere nella stagione invernale. Nella stragrande maggioranza dei casi dichiarati si tratta della cosiddetta sindrome influenzale o, più semplicemente, "influenza".
L'influenza è una malattia delle vie respiratorie superiori, di origine virale, altamente contagiosa, di solito autolimitante. Negli adulti e negli anziani è caratterizzata dall'insorgenza brusca di febbre con temperatura >38,5°C e di almeno un sintomo respiratorio (tosse e/o dispnea e/o rinorrea) e/o generale (cefalea e/o mialgie e/o dolori osteoarticolari). Nei bambini è caratterizzata anche da otite media, nausea e vomito.
I virus influenzali che causano l'epidemia umana sono di due tipi: A e B. Il virus influenzale A viene classificato in sottotipi sulla base di due antigeni (proteine presenti sulla superficie del virus responsabili della risposta immunitaria): l'emoagglutinina (H) e la neuraminidasi (N). Il virus influenzale B, invece, non è classificato in sottotipi.
Fin dal 1977, i virus influenzali A(H1N1), A(H3N2) e B circolano in tutto il mondo. È comune la comparsa di nuove varianti virali che derivano dai frequenti cambiamenti degli antigeni di superficie. Ecco perchè ogni anno cambia il virus e cambia anche il vaccino preventivo.
I virus influenzali si trasmettono da persona a persona principalmente attraverso la tosse e gli starnuti delle persone infette.
Dopo l'infezione possono trascorrere 1-4 giorni prima che i sintomi si manifestino, ma le persone contagiate sono in grado di trasmettere il virus ad altri già dal giorno prima dell'esordio dei sintomi e per i cinque giorni successivi. I bambini restano contagiosi più a lungo e gli individui con deficit immunitari possono restare contagiosi anche per mesi.