
Infezioni delle vie respiratorie
Cura
Posto come principio di base che per la maggior parte dei casi di influenza non occorrono trattamenti specifici, se non riposo per un paio di giorni, è comunque lecito consultare il medico per eventuali trattamenti sintomatici. Di fatto, nel trattamento dell'influenza gli scopi principali sono diminuire l'intensità dei sintomi e prevenire le complicanze: pertanto, i provvedimenti più utili sono:
- Farmaci antinfiammatori e antipiretici, che servono per diminuire i dolori muscolari e la febbre (NB: l'aspirina [acido acetilsalicilico, ASA] non deve essere somministrata ai bambini senza prima consultare il medico!)
- Decongestionanti nasali
- Riposo a letto e assunzione di liquidi in quantità maggiori rispetto al solito
- Aggiustamenti delle terapie somministrate per eventuali malattie croniche concomitanti
Trattamenti più specifici con antivirali potranno poi essere decisi dal medico nei singoli casi, sulla base di:
- Età, condizioni di salute e precedenti malattie del paziente
- Tipo di influenza e gravità dei sintomi
- Tolleranza a farmaci e a procedure mediche specifiche
- Aspettative del paziente rispetto al decorso della malattia
È importante tenere sempre presente che:
- Il trattamento con antivirali è in realtà un metodo per evitare l'insorgenza di complicanze legate all'influenza, ma necessita dell'apporto di altri farmaci
- Il loro impiego a scopo profilattico non deve mai essere considerato sostitutivo della vaccinazione antinfluenzale
- Come tutti i farmaci, anche gli antivirali hanno controindicazioni d'uso e possono essere responsabili dell'insorgenza di reazioni avverse: vanno quindi assunti sempre su consiglio del proprio medico curante.
Spesso, in maniera assolutamente autonoma, le persone colpite da influenza assumono farmaci antibiotici. Tuttavia, gli antibiotici servono a combattere le infezioni batteriche, non quelle virali, ragion per cui sono efficaci contro una tonsillite o una faringite, che in buona parte è causata da batteri che infestano il cavo orale (placche giallastre tonsillari), ma del tutto inutili contro raffreddore o influenza, che invece sono causati da virus.
Può succedere che, se assunti più volte inutilmente, gli antibiotici perdano efficacia quando invece occorrono perchè i batteri sviluppano meccanismi di resistenza nei loro confronti, ad esempio quando una cura antibiotica viene interrotta troppo presto o anche quando, soffrendo di una malattia cronica (diabete, cardiopatie croniche), si diventa più esposti a infezioni ripetute.
In ogni caso, solo il medico è in grado di distinguere se un'infezione è batterica o virale e di valutare se occorre un antibiotico e di quale classe. Ecco perchè gli antibiotici si possono e si devono acquistare e assumere solo su prescrizione medica.
Ogni volta che si assume un antibiotico, comunque, è necessario rispettare alcune regole. Per prima cosa, sentirsi meglio non significa che tutti i batteri siano morti, ma solo che l'infezione sta regredendo; pertanto, sospendere la cura ai primi segni di miglioramento è un errore tanto frequente quanto pericoloso. In pratica, bisogna assolutamente continuare per il numero di giorni prescritto dal medico. Per una completa guarigione occorrono alcuni giorni o settimane, a seconda della gravità dell'infezione.
L'antibiotico si assume ogni 8-12-24 ore e questi intervalli sono fondamentali: ogni molecola ha una sua durata di azione, ossia un intervallo di ore in cui la sua efficacia è massima; scaduto questo termine (prima è inutile) bisogna assumere nuovamente il farmaco per non lasciare il tempo ai batteri di organizzare difese.
Rispettando la posologia giornaliera (il numero di compresse da assumere in un giorno) e la durata del trattamento ci si assicura una lotta continua, 24 ore su 24, ai microrganismi e la vittoria è quasi sempre garantita.
In genere, a seguito di terapie antibiotiche prolungate può comparire un disordine della flora intestinale con diarrea e vomito: per ripristinare l'equilibrio del microambiente intestinale è utile la somministrazione di fermenti lattici*, dei quali esiste il prodotto equivalente.
Esistono in commercio diverse categorie di antibiotici, sia di generazioni più consolidate sia più recenti, e di molti di questi esiste già in commercio il prodotto equivalente:
- Amoxicillina e acido clavulanico*
- Cefaclor*
- Cefonicid*
- Ceftazidime*
- Ceftriaxone*
- Ciprofloxacina *
- Claritromicina*
- Euticlavir*
Tra gli antipiretici (antifebbrili) è molto impiegato con successo, anche in età pediatrica, il paracetamolo*, del quale esiste anche il prodotto equivalente.
*Principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente.
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