
Ipertensione arteriosa
Che cos'è
L'ipertensione arteriosa è un disordine cardiocircolatorio abbastanza frequente caratterizzato da un aumento dei valori della pressione arteriosa sistolica o massima (rilevabile durante la sistole che è la fase di contrazione del cuore) e della pressione diastolica o minima (determinata dalla fase di riposo o rilasciamento del muscolo cardiaco). In condizioni di elevata pressione del sangue circolante il cuore deve sostenere uno sforzo superiore alla normalità e, se questa condizione si prolunga nel tempo, si può arrivare a un ingrossamento del cuore stesso (ipertrofia). Inoltre, il sangue che scorre nei vasi con una pressione elevata li sottopone a un'eccessiva usura e può danneggiarli gravemente, coinvolgendo in una situazione di sovraccarico anche i tessuti e gli organi irrorati dai vasi più grossi e colpiti. In sè, però, l'ipertensione arteriosa non causa sintomi particolari, e questo è uno di motivi per i quali è difficile ottenere che chi ne soffre assuma scrupolosamente i farmaci che gli vengono prescritti. Si distinguono due tipi di ipertensione arteriosa: la primaria o essenziale e la secondaria. Dell'ipertensione essenziale non si conoscono le cause ed è la forma più frequente: quasi il 90% degli ipertesi soffre di questo tipo di ipertensione. Molti fattori possono contribuire in misura diversa all'insorgenza dell'ipertensione essenziale. Per esempio l'ereditarietà (uno dei genitori è iperteso), l'etnia, la dieta, lo stile di vita, l'età.
Si parla invece di ipertensione secondaria quando la causa è nota e questo avviene nel 20-25% dei casi. Le cause possono essere molteplici: malattie endocrine (della tiroide, del surrene e dell'ipofisi), anomalie vascolari (restringimento dell'aorta) e problemi renali (il rene non funziona, diminuisce la diuresi e quindi i liquidi corporei non vengono scambiati nella quantità giusta sovraccaricando il circolo e il cuore).
Le conseguenze di un'ipertensione arteriosa prolungata e non curata possono essere diverse. Il primo organo che ne risente è il cuore (angina, infarto, scompenso cardiaco), di seguito i grossi vasi arteriosi (aorta), i vasi cerebrali (ictus cerebrale) e poi i reni (insufficienza renale, diminuzione della diuresi).