Patologie e automedicazione

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Ipertrofia prostatica benigna



Che cos'è

L'ipertrofia prostatica benigna (IPB - adenomiofibroma della prostata) è la patologia più frequente che si possa riscontrare negli uomini sopra i 65 anni d'età, e dopo gli 80 anni l'incidenza sale fino all'85-90%.

Non si può trascurare che negli ultimi decenni, in Italia, la proporzione degli anziani è aumentata: nel 1990 gli ultrasessantacinquenni erano il 15%, nel 1999 erano il 18%, nel prossimo decennio questo valore è destinato a crescere fino al 21%. In questo senso l'ipertrofia prostatica, seppur benigna, è nel maschio anziano la patologia più frequente e invalidante.
In pratica, l'ipertrofia prostatica benigna consiste in un ingrossamento della prostata (dalle dimensioni di una castagna a quelle di un grosso mandarino), con una conseguente ridotta capacità funzionale. Le cause non sono ancora ben chiare; vista la correlazione con l'avanzare dell'età, però, è certa l'influenza delle variazioni nell'assetto ormonale in rapporto all'andropausa. Più precisamente, con l'età aumenta il tasso di estrogeni e, essendo la parte muscolare della prostata dotata di un gran numero di recettori per gli estrogeni, aumenta anche il rischio di ipertrofia.

È stata, invece, scientificamente dimostrata l'assenza di correlazione con lo stato sociale e culturale, con il gruppo sanguigno, il vizio del fumo, l'abuso di alcol, le malattie cardiovascolari, il diabete, la cirrosi epatica e l'ipertensione; al contrario, è nota la relazione dell'ipertrofia prostatica benigna con il tumore maligno (carcinoma) prostatico.
A differenza del carcinoma prostatico (che origina, in genere, a carico della porzione caudale, la zona più in basso dell'organo), l'ipertrofia si sviluppa a carico della prostata craniale: la zona più alta. Questo fa sì che possano insorgere entrambe le patologie in un unico soggetto.