
Micosi
Sintomi e diagnosi
Anche nel caso delle infezioni superficiali entrano in gioco le caratteristiche dell'ospite, vale a dire che perchè si abbia l'infestazione è necessario che la pelle abbia determinate caratteristiche di acidità e umidità; inoltre, è una condizione favorente la presenza di piccole ferite. Questa è la ragione, per esempio, della diffusione del piede d'atleta: se si indossano scarpe di materiale sintetico, non traspirante, si crea un microclima umido favorevole alla proliferazione dei funghi e, inoltre, la macerazione della pelle, con la formazione di microtagli, favorisce l'insediamento del fungo. Calore e umidità, quindi, sono le condizioni favorenti di tutte le micosi. La trasmissione può essere orizzontale e verticale, in altre parole è possibile il contagio da persona a persona e anche da animali domestici, così come attraverso ambienti contaminati (piatto doccia). Quando si parla di contagio da persona a persona si tenga presente che non è necessario il contatto fisico diretto, ma è sufficiente lo scambio degli indumenti (dai calzini agli asciugamani).
In tutte le forme di tinea, ma anche nelle altre micosi cutanee, la caratteristica principale è il prurito, oltre ovviamente a modificazioni della cute che può arrossarsi, presentare gonfiori e piccole ulcere. In alcuni casi, per esempio la tinea pedis interdigitale, la pelle tende a fessurarsi. Sempre in linea generale, sui tratti più ampi di cute priva di peli le lesioni tendono ad assumere un aspetto anulare, con al centro una zona non colpita (tinea circinata). Quando l'infezione si localizza sul cuoio capelluto, si presentano desquamazioni simili alla forfora oppure aumenta la produzione sebacea. Le manifestazioni delle infezioni sottocutanee comprendono come già accennato la formazione di ascessi e, in linea generale, comportano lesioni più rilevanti. Nelle unghie la micosi può interessare sia il tessuto circostante la base dell'unghia (le cosiddette pellicine) sia il tessuto sottostante l'unghia, sia l'intero spessore dell'unghia.
Una citazione a parte merita la Candida che anche se in piccole concentrazioni è normalmente presente nella vagina insieme ad altri batteri (più numerosi) e questi microrganismi tutti insieme formano l'ecosistema vaginale. Il giusto equilibrio tra queste componenti consente di mantenere un pH normale (compreso tra 3,8 e 4,2) e una giusta lubrificazione della vagina. Sono state identificate alcune condizioni predisponentile infezioni da Candidache spesso, proprio attraverso l'alterazione di questo ecosistema, consentono il suo sviluppo e la comparsa dei sintomi tipici dell'infezione. La gravidanza è una di queste condizioni: molte donne proprio durante la gestazione (il pH aumenta) hanno un primo episodio o una recidiva. Altre condizioni sono tutte quelle in cui vi sia una compromissione delle difese immunitarie come gli stati di immunodeficienza congenita o acquisita e il diabete mellito. Anche l'uso di alcuni farmaci come cortisone o antibiotici, che alterano direttamente la flora batterica vaginale, può determinare l'insorgenza di una vulvo-vaginite da Candida. Le candidosi vaginali si manifestano con perdite e secrezioni vaginali biancastre. Queste secrezioni si accompagnano a sensazione di bruciore e/o prurito a volte particolarmente intensi a livello sia vulvare (esterno) che vaginale. Talvolta è presente bruciore durante la minzione, come conseguenza dell'irritazione vulvare e di un'eventuale contaminazione uretrale.
Nella maggior parte dei casi, per la diagnosi delle micosi è sufficiente l'esame obiettivo della zona colpita da parte di un medico, specialista o meno. Quando si tratta, però, di definire meglio il fungo coinvolto si può ricorrere all'esame microscopico di una porzione di tessuto prelevata dalla lesione, esame che va effettuato presso un laboratorio specializzato.