Delle molte terapie farmacologiche oggi disponibili nessuna è in grado di contrastare completamente l'osteoporosi, perciò prevenire resta comunque essenziale. Oltre a supplementi di calcio e vitamina D, sono due le classi farmacologiche principalmente impiegate nel trattamento dell'osteoporosi, alle quali si aggiungono singoli principi attivi ancora in uso in Italia.
Calcio e vitamina D
Una corretta assunzione quotidiana di calcio e vitamina D ha un ruolo fondamentale nella prevenzione della perdita di tessuto osseo. Il fabbisogno quotidiano di una donna in menopausa è pari a circa 1500 mg/giorno, quota che nella maggior parte dei casi risulta difficile da raggiungere, soprattutto a causa della minore capacità di assorbimento intestinale del minerale, che tende a ridursi con l'avanzare degli anni. Da qui l'utilità degli integratori di calcio, che molto spesso si trovano in associazione a dosi di vitamina D. Quest'ultima, infatti, ha il compito di stimolare l'assorbimento di calcio a livello intestinale, riducendo così l'eliminazione attraverso i reni. Senza la vitamina D l'organismo non riuscirebbe ad assorbire più del 10% del calcio disponibile. Va sottolineato, però, che la vitamina D può essere prodotta anche attraverso una giornaliera esposizione ai raggi solari di almeno 15 minuti.
In ogni caso, la maggior parte delle donne ha bisogno di assumere calcio in forma di supplementi, il cui utilizzo è molto diffuso in quanto il latte e tutti i suoi derivati (formaggi) sono ricchi, oltre che di calcio, anche di grassi, controindicati nei casi di osteoporosi accompagnata a ipercolesterolemia.
Bisfosfonati
Si tratta di una classe di molecole (come alendronato, etidronato e clodronato) utilizzata per contrastare l'osteoporosi e prevenire il rischio di fratture. In pratica, i bisfosfonati sono in grado di bloccare l'attività degli osteoclasti responsabili del riassorbimento osseo. Spesso sono associati a integrazioni di calcio e vitamina D. Ecco i nomi dei principi attivi attualmente disponibili in Italia:
- acido alendronico*
- acido clodronico*
- acido etidronico
- acido pamidronico*
- acido ibandronico
- acido risedronico
- acido tiludronico
- acido zoledronico
L'unico intervento preventivo in termini di osteoporosi è la prevenzione delle fratture. La nota 79 in materia di prescrizioni totalmente a carico del SSN contempla i seguenti bisfosfonati: ac. alendronico, ac. risedronico e ac. ibandronico. La prescrizione a carico del SSN è limitata alle seguenti condizioni di rischio:
- soggetti di età superiore a 50 anni in cui sia previsto un trattamento >3 mesi con dosi >5 mg/die di prednisone o dosi equivalenti di altri corticosteroidi
>> ac. alendronico, ac. risedronico, ac. alendronico + vitamina D3 - soggetti con pregresse fratture osteoporotiche vertebrali o di femore
- soggetti di età superiore a 50 anni con valori di T-score della BMD femorale o ultrasonografica del calcagno <-4 (o <-5 per ultrasuoni falangi)
- soggetti di età superiore a 50 anni con valori di T-score della BMD femorale o ultrasonografica del calcagno <-3 (o < -4 per ultrasuoni falangi) e con almeno uno dei seguenti fattori di rischio aggiuntivi:
- storia familiare di fratture vertebrali
- artrite reumatoide e altre connettiviti
- pregressa frattura osteoporotica al polso
- menopausa prima 45 anni di età
- terapia cortisonica cronica
>> ac. alendronico, ac. alendronico + vitamina D3, ac. risedronico, ac. ibandronico, raloxifene, ranelato di stronzio - soggetti che incorrono in una nuova frattura vertebrale moderata-grave o in una frattura di femore in corso di trattamento con uno degli altri farmaci della nota 79 (ac. alendronico, ac. risedronico, raloxifene, ac. ibandronico, ranelato di stronzio) da almeno un anno per una pregressa frattura vertebrale moderata-grave.
Tenuto conto dunque delle limitazioni della nota 79, è sempre più conveniente intraprendere un trattamento con bisfosfonati equivalenti.
(10-1-2007, Supplemento ordinario alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale n. 7)
SERM
La sigla significa "Selective Estrogen Receptor Modulatore", che in italiano si traduce: modulatori selettivi del recettore estrogenico, o antiestrogeni. In pratica, si tratta di molecole in grado di agire come agoniste o antagoniste dell'estrogeno, in quanto possono agire al pari degli estrogeni in alcuni organi e, al contrario, contrastare l'azione degli estrogeni in altri organi. La più nota molecola di questa classe è senza dubbio il raloxifene. Sono molti, infatti, gli studi che hanno associato questa molecola alla riduzione di alcuni sintomi da post-menopausa, come l'osteoporosi, il rischio di fratture e i rischi cardiovascolari.
Vari
Ipriflavone, stronzio anelato e l'associazione L-glutamina monofluorofosfato, calcio gluconato e calcio citrato (sali organici di fluoro e calcio) sono i principi attivi di tre farmaci per la cura dell'osteoporosi. Questi non rientrano in nessuna delle classi precedenti ma sono in grado, ciascuno con un suo specifico meccanismo d'azione, di contrastare l'osteolisi e stimolare l'osteogenesi.
*Principi attivi per i quali è disponibile il farmaco equivalente.
Clicca sui seguenti principi attivi per visualizzare gli equivalenti in commercio: