Patologie e automedicazione

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Osteoporosi



Sintomi e diagnosi

Alcuni fattori predispongono le donne ad ammalarsi di osteoporosi. Per primi il sesso femminile e la menopausa (sia quella fisiologica che quella chirurgica e precoce), seguono poi l'ereditarietà (la madre con osteoporosi) e i trattamenti cronici con alcuni farmaci (cortisonici, lassativi, diuretici, antiacidi contenenti sali di alluminio, antiepilettici, anticoagulanti e ormoni tiroidei solo se sovradosati) ed eventuali lunghi periodi di permanenza in ospedale o comunque a letto per patologie diverse. Sono anche fattori di rischio predisponenti: lo stile di vita troppo sedentario, il fumo, la dieta carente di vitamina D e calcio, eventuali fratture pregresse e l'eccessivo consumo di alcol e caffè. L'eccesso di peso corporeo e l'eccessiva magrezza, così come la struttura scheletrica gracile, costituiscono fattori di rischio aggiuntivi.

Comunque, sono utili per la diagnosi anche: un'attenta valutazione della storia della salute della paziente attraverso il colloquio con il medico che rilevi una pregressa storia di dolori alla schiena; lo stato fisico funzionale, ossia la capacità di continuare a svolgere le faccende domestiche; il mantenimento dei rapporti sociali e, quindi, della mobilità all'esterno dell'abitazione; ultimo, ma non trascurabile, la percezione che la donna ha del proprio stato di salute fisico e mentale.

Per la diagnosi definitiva si ricorre ad alcuni esami strumentali. La densitometria (o mineralometria) ossea computerizzata (MOC) che misura la densità minerale ossea (BMD, Bone Mineral Density). Per convenzione internazionale, si ha osteoporosi quando la BMD è inferiore di oltre 2,5 volte al valore medio di un giovane adulto. La densitometria a raggi X è la metodica di riferimento secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: si basa sull'impiego di un fascio di raggi gamma o X che, attraversando un segmento osseo (per esempio il polso), subiscono un'attenuazione proporzionale alla densità dell'osso stesso. La densitometria a ultrasuoni è basata sull'uso di ultrasuoni (Quantitative UltraSound, QUS) che impiegano onde acustiche ad alta frequenza. Le ultrasonometrie ossee sono in grado di integrare il risultato della densità ossea con dati riferibili alle qualità meccaniche (robustezza), agli aspetti microstrutturali tridimensionali e/o qualitativi dell'osso. Per ultima, anche la tomografia computerizzata (TAC)può essere impiegata in maniera quantitativa (Quantitative Computerized Tomography, QCT) per la misurazione della densità ossea della porzione centrale delle vertebre lombari.

E ancora, alcuni esami di laboratorio possono coadiuvare la diagnosi strumentale: la calcemia, la fosforemia, la misura della idrossiprolina (HOP) nel sangue e nelle urine e in qualche caso anche il dosaggio del paratormone (PTH) nel sangue (paratiroidismo, patologia da iper- o ipofunzionamento delle ghiandole paratiroidi).