
Tonsillite acuta
Cura
Nella maggioranza dei casi la malattia si risolve in pochi giorni con il riposo a letto, una dieta leggera e i comuni antipiretici per controllare la febbre. Nella maggior parte dei casi non è necessaria la somministrazione di antibiotici, a meno che si sospetti o sia stata accertata un'infezione batterica (30% dei casi).
Se la tonsillite acuta è causata dallo streptococco beta-emolitico di gruppo A, è assolutamente necessaria una terapia antibiotica adeguata e specifica per prevenire la comparsa, a distanza di giorni o settimane, di gravi danni cardiaci e renali. Sebbene non sia facile distinguere una tonsillite virale da una tonsillite batterica solo sulla base delle manifestazioni cliniche della malattia, il sospetto di un'infezione da questo batterio è più che lecito in presenza di febbre alta, linfonodi del collo ingrossati e tonsille notevolmente arrossate e ricoperte di pus.
Nell'attesa del risultato dell'analisi del tampone (occorrono almeno 24 ore) è bene iniziare subito la somministrazione di penicillina (eritromicina nei soggetti allergici alla penicillina); anche se febbre e altri sintomi della tonsillite acuta scompaiono prima, la terapia antibiotica va protratta per almeno 10 giorni, a meno che nel frattempo i risultati del tampone escludano la presenza dello streptococco o di altri batteri. Dopo 5-6 giorni dalla fine del trattamento è consigliabile ripetere il tampone faringeo, raccomandato anche a tutti i familiari del paziente per scoprire eventuali portatori sani dello streptococco beta-emolitico di gruppo A.
In ogni caso, sia per la terapia antibiotica sia per eventuali misure di prevenzione e terapia profilattica della famiglia e del soggetto colpito per evitare recidive o complicanze è necessario rivolgersi sempre al medico di base. Tra gli antipiretici (antifebbrili) è molto impiegato con successo, anche in età pediatrica, il paracetamolo, del quale esiste anche il prodotto equivalente.
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