Vene varicose
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All'inizio, le varici si presentano come sottili strisce bluastre, col tempo, da piccole strisce appena pronunciate, si ingrossano fino a sembrare dei veri e propri cordoni nodosi. E allora la faccenda si complica. Si può andare dalla semplice sensazione di pesantezza delle gambe (la sera dopo lunga permanenza in piedi), ai crampi e formicolii durante il sonno, al gonfiore delle caviglie. Senza contare tutte le forme aggravate e più comuni nelle persone anziane, nei cardiopatici cronici e nei diabetici. In tutte queste situazioni, la circolazione periferica può essere molto scarsa fino ad arrivare alla stasi cronica e le varici più sfiancate si possono persino rompere all'interno creando macchie bluastre sulla superficie della cute. Quando poi la cute si assottiglia la varice si apre all'esterno in forma di ulcera varicosa che spesso stenta a chiudersi.
Oltre alle condizioni patologiche già citate esistono poi fattori di rischio o predisponenti come: la familiarità, l'età, il sesso femminile, la sedentarietà e l'eccesso di peso. E che dire degli ormoni estrogeni e progestinici, della gravidanza, dei cicli mestruali nonchè dell'uso troppo precoce della pillola anticoncezionale. Vi sono poi professioni a rischio, ossia tutte quelle che richiedono una lunga permanenza in piedi. Infine, sia nei maschi sia nelle femmine, un rischio aggiuntivo è rappresentato dai traumi ripetuti degli arti inferiori, soprattutto se richiedono interventi chirurgici ortopedici complessi e lunghi periodi d'immobilità.
Qualche volta, però, la complicazione di una varice è semplicemente un'infiammazione. E questo è il caso della cosiddetta "flebite". La flebite è, appunto, una condizione infiammatoria che colpisce soprattutto le vene superficiali e più frequentemente una vena già varicosa delle gambe. L'arto interessato si gonfia, la cute circostante la zona flebitica si arrossa e al tatto appare più calda. Il dolore può diventare molto vivo ed è necessario consultare il proprio medico con una certa urgenza, poichè le flebiti trascurate possono riservare ben più insidiose complicanze.Non vanno dimenticate anche le flebiti superficiali da punture d'insetto o quelle da somministrazione endovenosa di droghe o di farmaci. Tutte le flebiti superficiali, qualunque sia la causa scatenante, sono passibili di complicanze settiche (infezioni) e perciò si accompagnano a una condizione di compromissione generale con febbre elevata.
Se la flebite interessa una vena superficiale prima o poi si vede o si sente, ma quando la vena infiammata è nel circolo profondo, la situazione si fa più complessa. Di fatto, avviene che quando sono le vene profonde delle gambe a essere interessate da una flebite o da un'interruzione del flusso venoso, si formano dei coaguli di sangue chiamati trombi. Il trombo è costituito da un coagulo intravascolare di fibrina, piastrine, globuli rossi e globuli bianchi e la sua formazione è favorita dal rallentamento della circolazione e/o da malattie proprie della coagulazione. Questo particolare coagulo può occludere parzialmente o totalmente i vasi venosi e dal coagulo si può staccare un frammento che va per esempio a finire nel circolo polmonare. Così si arriva a una malattia conosciuta anche come malattia tromboembolica venosa che principalmente sottintende una trombosi venosa profonda e che può arrivare a una non rara e grave complicanza: "l'embolia polmonare".
Un controllo periodico dall'angiologo va considerato soprattutto per le signore che hanno superato i cinquant'anni e con parenti diretti che hanno già sofferto degli stessi problemi.
La diagnostica dell'insufficienza vascolare (venosa o arteriosa) si basa sugli ultrasuoni (principio Doppler) cui si uniscono l'immagine e il colore, in un esame poco invasivo denominato eco-color-Doppler. Tramite queste tecniche si vedono in tempo reale sia l'immagine anatomica sia quella funzionale della zona testata, e la variazione di colore delimita anche le anomalie di flusso. Questo esame è risolutivo per la diagnosi dei casi nei quali si debba scegliere il trattamento migliore e serve anche per il monitoraggio delle varie terapie.
Un buon supporto diagnostico è fornito anche dal controllo degli esami del sangue, specie le misure della coagulazione, e quando è presente una malattia metabolica o una cardiopatia cronica predisponente. Infine, il periodico controllo della coagulazione è buona norma per le donne in età fertile che assumono contraccettivi orali, ancor più se fumatrici, in sovrappeso e magari già infastidite da un certo peso serotino degli arti inferiori.
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